Flakon e l’ambiente

Flakon e l’ambiente

La sostenibilità ambientale è un tema di attualità che preoccupa molti: sia per i singoli sia per le aziende, la responsabilità ecologica è diventata una priorità fondamentale nelle scelte di consumo. È diventata anche un valore centrale per molte aziende, che dichiarano di voler puntare sulla sostenibilità e sul rispetto dell’ambiente per ragioni sia etiche sia strategiche.

Flakon non fa eccezione: i nostri valori ruotano attorno alla conoscenza del vino e, come i nostri viticoltori partner, abbiamo visto e capito quali conseguenze può avere una viticoltura irresponsabile, intensiva e senza freni. Come loro, abbiamo visto i frutti, di qualità infinitamente superiore, di una coltivazione della vite rispettosa del terroir e dei ceppi. Vogliamo farvi scoprire un patrimonio radicato nella qualità anziché nella quantità e nel rispetto della natura, indispensabile per un mestiere nato dalla perfetta armonia tra i doni della terra e il talento del viticoltore.

I nostri viticoltori: una tradizione che esige il rispetto della vite

Collaboriamo con 22 aziende vinicole partner, molto diverse tra loro per storia e dimensioni. Ma tutte hanno una cosa in comune: l’amore per la tradizione della coltivazione della vite e della produzione del vino. Questa tradizione, però, è incompatibile con l’agricoltura intensiva: per ottenere il meglio dall’uva, non bisogna chiedere troppo alla vite.

È una realtà che caratterizza il vino francese: la qualità è garantita innanzitutto da una denominazione, che per i vini più prestigiosi è circoscritta ad aree molto piccole e tutelate. Non si può impoverire un terreno con lo sfruttamento intensivo, altrimenti la denominazione rischia di scomparire. Né si può estendere il vigneto al di fuori dell’area, perché cambierebbero il clima e il terroir, e con essi la denominazione. Per sua natura, la viticoltura francese non punta allo sfruttamento eccessivo, almeno nei territori di qualità, proprio per preservare questa qualità nel tempo.

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L’86% dei nostri viticoltori adotta almeno pratiche di agricoltura sostenibile, secondo le certificazioni ottenute. Nella pratica, questo significa rispettare il biotopo delle loro tenute e lavorare in armonia con esso, evitare la produzione intensiva, preferire fertilizzanti e prodotti fitosanitari di origine naturale e privilegiare il lavoro manuale per prevenire l’inquinamento e i danni agli ecosistemi (rimozione delle pietre, inerbimento, vendemmia ecc.). Tutti dichiarano di voler passare gradualmente a una viticoltura il più responsabile possibile e il 20% ha già una certificazione biologica o biodinamica.

Inoltre, le 3 aziende vinicole prive di certificazioni di sostenibilità non praticano per questo una viticoltura irresponsabile: sono piccoli produttori indipendenti, attenti a offrire vini di qualità e rispettosi dei propri vigneti, che però non possono ancora permettersi l’investimento necessario per ottenere certificazioni dai requisiti rigorosi.

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Le fialette: il 30% di materiale in meno

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Le fialette che usiamo per conservare il vino sono realizzate con un vetro molto più sottile di quello delle bottiglie tradizionali. Sebbene lo spessore maggiore renda queste ultime più resistenti, per contenere il consueto volume di 75cL di vino occorrono 500 grammi di materiale, mentre alle nostre fialette bastano 350 grammi di vetro per contenere la stessa quantità.

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Le confezioni: oggetti decorativi riciclabili al 100%

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Abbiamo progettato le nostre confezioni perché possano essere conservate come oggetti decorativi, proprio come si tiene una bottiglia vuota di whisky di qualità insieme alla sua confezione. Che siano un piacere per i collezionisti o un ricordo per gli appassionati, le nostre confezioni sono pensate per essere conservate. E se mai (ma proprio mai) voleste disfarvene (con nostro grande dispiacere), sono interamente riciclabili perché realizzate al 100% in cartone.

Vi piacciono le nostre confezioni?

Imballaggio protettivo: non buttate via nulla!

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Non sapete cosa fare dell’imballaggio antiurto e degli scatoloni? Non buttateli! Riciclate gli scatoloni e gli imballaggi per creare una cantina di fortuna, se avete una dispensa o un garage ma vi mancano le scaffalature. Prendete gli scatoloni (quelli che normalmente possono contenere una bottiglia) e sistemateli preferibilmente sollevati da terra, per esempio su un pallet o su più pallet. Metteteci sopra un grande scatolone appiattito e fissatelo al pallet. Incollateci gli scatoloni singoli, in orizzontale, con tutte le aperture rivolte dallo stesso lato. Create poi una seconda fila sopra la prima, sfalsando gli scatoloni per stabilizzare la struttura, come i blocchi di un muro. Incollate anche questa fila e unite tra loro tutti gli scatoloni adiacenti, non soltanto quelli della fila inferiore. Alla fine dovreste ottenere una struttura piramidale di cartone, con un vano per ogni bottiglia, protetta dall’imballaggio antiurto. Sistematela contro una parete, purché asciutta, per evitare brutte sorprese.

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Se avete più bottiglie che vani, cosa probabile a meno che non abbiate molti scatoloni singoli o non abbiate acquistato molte confezioni Flakon (grazie!), mettete nella vostra cantina di cartone i vini che berrete per primi, in particolare quelli il cui potenziale di invecchiamento è vicino al culmine. Lasciate invece nelle casse o negli scatoloni quelli che devono ancora maturare. Ecco fatto! Così non si spreca nulla!