Cofanetto Vini leggendari

La selezione del cofanetto

In questo cofanetto abbiamo riunito 4 vini provenienti da 4 delle denominazioni più emblematiche di Francia. Dai Grand Cru Classé di Bordeaux ai vini leggendari della Borgogna, scoprite un pezzo di storia a ogni sorso.

La degustazione

Consiglio da esperti: esiste un ordine ideale per degustare i vini. Si comincia con gli spumanti, poi si passa ai bianchi secchi e ai rosati, quindi ai rossi dal meno al più tannico e infine ai vini amabili e dolci. L’idea è seguire un’intensità crescente per stimolare le papille gustative senza saturarle.

I vini sono presentati nell’ordine ideale di degustazione.

Châteauneuf-du-Pape 2020

Château de la Gardine

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Gevrey-Chambertin Premier Cru 2019

Maison André Goichot

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Margaux 2013

Château Desmirail

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Sauternes 2010

Château d'Arche

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Preparare la degustazione

• I nostri cofanetti sono pensati per offrirvi un’esperienza di degustazione ottimale. Sta a voi scegliere se degustare tutti i vini del cofanetto in una volta sola o distribuire l’esperienza su più serate!

• La capacità delle nostre fiale è scelta per permettere a 2 persone di degustare i vini proposti.

• Attenzione: non tutti i vini vanno bevuti alla stessa temperatura. Vi invitiamo a consultare la temperatura di degustazione ideale indicata nell’opuscolo del cofanetto o nelle schede dei vini qui sotto.

Un buon bicchiere influisce molto sulla percezione del vino: la sua forma determina fattori come la concentrazione degli aromi verso il naso nella parte alta del bicchiere, l’ossigenazione del vino, che dipende dall’ampiezza della superficie a contatto con l’aria, e persino la temperatura del vino, in funzione della superficie a contatto con il vetro.

Per iniziare, consigliamo di usare bicchieri "INAO", la cui forma è stata studiata scientificamente per garantire una degustazione ottimale di tutti i tipi di vino.

In alternativa, andrà benissimo qualsiasi bicchiere a forma di "tulipano", che permette agli aromi di svilupparsi nel bicchiere e concentrarsi verso il naso.

Un pacchetto di cracker semplici e non salati andrà benissimo per pulire il palato tra un vino e l’altro. La farina che contengono, infatti, aiuta ad assorbire il sapore del vino precedente e a rinfrescare le papille gustative senza lasciare nuovi sapori in bocca.

In alternativa, qualsiasi alimento dal sapore neutro svolgerà altrettanto bene questa funzione: pane, brezel e soprattutto acqua! Questo aiuta a evitare la cosiddetta "stanchezza del palato", che si verifica quando si sovrappongono troppi sapori.

Le fasi della degustazione

• Indicazioni sull’età del vino

Inclinate il bicchiere su una superficie bianca per distinguere un vino giovane da uno più maturo.

• Indicazioni sul contenuto di alcol e glicerolo e sugli zuccheri residui

Tenete il bicchiere leggermente inclinato e fatelo roteare delicatamente per osservare le goccioline che si formano e scendono lungo la parete. Sono gli archetti, detti anche lacrime, del vino.

• Il primo naso

Inclinate il bicchiere a 45° e avvicinatelo al naso senza agitarlo, per percepire i primi aromi.

Questa fase serve soprattutto a individuare eventuali difetti del vino: sentore di tappo, di aceto, ossidazione o riduzione.

• Il secondo naso

Fate roteare il vino nel bicchiere per qualche secondo: questo lo ossigena e sprigiona gli aromi secondari.

In questa fase dovrebbero emergere altri aromi meno volatili.

Prendete un piccolo sorso di vino e fatelo roteare con la lingua, affinché raggiunga tutte le zone della bocca e possiate coglierne tutti i sapori.

La tecnica più raffinata è la retronasalità: aspirate un filo d’aria dalla bocca tenendo il vino al suo interno, poi espirate dal naso.

Potete quindi deglutire il vino oppure sputarlo in un piccolo recipiente predisposto a questo scopo.

L’angolo degli intenditori

La classificazione del 1855

È la più celebre tra le classificazioni dei vini francesi. Nel 1855, in occasione dell’Esposizione universale di Parigi, Napoleone III chiese di classificare i vini di Bordeaux.

Più di 160 anni dopo, la classificazione del 1855 è stata modificata solo due volte e rimane un punto di riferimento nonostante le numerose critiche.